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Dialogo tra persone migranti e aziende in cerca di personale: l'integrazione è anche lavoro

La Società Cooperativa “AL PARCO” ha presentato il proprio lavoro con l'obiettivo di creare un ponte tra migranti in cerca di un'occupazione e aziende che cercano dipendenti

Cronaca

Non è la prima volta che la Cooperativa “Al Parco” introduce nel suo organico una persona tra gli accolti di Ciac. Già in passato, vista la buona impressione che una ragazza aveva suscitato durante il colloquio, si era scelto addirittura di offrirle un contratto da dipendente anziché limitarsi a quello inizialmente proposto in qualità di tirocinante. E’ questo il risultato di un lavoro sempre più minuzioso e attento portato avanti dall’Area Formazione di Ciac e le aziende alla ricerca di personale: creare un “ponte”, fare da intermediario e favorire uno scambio, dare luogo e spazio ad un dialogo che non sempre si ha nonostante la complementarità dei bisogni delle due parti.

Nei giorni scorsi “Al Parco" - realtà attiva a Marano, Parma - è stata protagonista di un incontro con un gruppo di candidati/e eterogeneo (diverse le età, le etnie e le esperienze pregresse) in cerca di un impiego. L’intento è quello di favorire un’integrazione a tutto tondo, sia a livello sociale che anche in ambito lavorativo, anche attraverso un sostegno per entrare nel mondo del lavoro.

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La cooperativa gestisce uno spazio enorme quello del Parco di Marano, comprensivo di piscina, discoteca, parco e ristorante: una realtà che necessita di continua manutenzione e cura, soprattutto nei mesi estivi durante i quali l’affluenza è maggiore.

A presentare l’attività e a specificare le mansioni di cui bisogna è Daniela, titolare di “Al Parco”: «siamo una Cooperativa sociale di tipo b, assumiamo persone che ne hanno bisogno, gestiamo un parco pubblico di 35mila metri quadrati, ricco di piante tipiche di questo territorio (come i noccioleti). Nel parco c’è una piscina per bambini e disabili, utilizzata, oltre che durante il giorno, anche per i compleanni la sera d’estate. Vi è poi la discoteca con musica country, latino-americana, anni ’60-’70, liscio e musica dal vivo. Siamo aperti tutti i giorni tranne il lunedì nei mesi di giugno, luglio, agosto e una parte di quello di settembre. La parte più redditizia e importante è quella del ristorante – pizzeria all’interno del parco, vanta di 160 coperti nella sala interna ai quali in estate se ne aggiungono altri 300 nel giardino.”

In vista delle prossime aperture nel mese di maggio di piscina e discoteca, i clienti aumenteranno esponenzialmente per questo la cooperativa è alla ricerca di personale: principalmente giardinieri e lavapiatti. Il primo si dovrebbe occupare della manutenzione e pulizia del parco, soprattutto nelle prime ore del mattino; il secondo, invece, lavorando al ristorante, dovrebbe essere disponibile negli orari della cena per poter ricoprire l’intero servizio serale.

«Chi è interessato? Avete domande?» viene poi chiesto. I candidati, che fino a quel momento avevano ascoltato in maniera attenta la presentazione di Daniela, hanno dato, a questo punto, sfogo alle proprie curiosità. Quante persone ci lavorano? Quale sarebbe l’autobus da prendere? Il giardiniere cosa fa nello specifico? Quante ore lavora, quindi, il lavapiatti? Numerosi sono coloro che si sono mostrati interessati, nonostante la distanza tra Marano e le proprie abitazioni. Una delle perplessità più gettonate tra i presenti nei confronti delle proposte avanzate dalla cooperativa è, infatti, relativa alla distanza, sia da parte di chi sta a Parma che da parte di coloro che vivono nei paesi limitrofi. A questo proposito, però, a stupire è anche la disponibilità e la flessibilità sin da subito mostrata dalla titolare, aperta al confronto e attenta ai bisogni dei propri dipendenti. “Visto che si può arrivare al parco solo con i mezzi, per l’andata c’è un autobus, per il ritorno possiamo riportarvi noi dal momento che per la maggior parte abitiamo a Parma centro”. Un’azienda, quindi, con la quale si può conversare e mettersi d’accordo.

La risposta ai quesiti posti, che da subito è arrivata puntuale, ha chiarito chi fosse, tra tutti, propenso a proporsi per il colloquio individuale. Un incontro che è il primo passo per un obiettivo più ampio e complesso: quello di favorire l’integrazione.

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