CIAC esprime una volta di più solidarietà ai migranti e ai lavoratori, e denuncia l’omicidio che ha colpito il sindacalista maliano impegnato da sempre per i diritti dei migranti e contro lo sfruttamento agricolo. Soumaila Sacko: in prima fila contro i caporali. Con altri due cercava lamiere per le baracche in una fornace diroccata. Procura esclude il furto. Oggi sciopero dei braccianti

Soumaila Sacko, il ragazzo 30enne del Mali ucciso nel Vibonese, era un attivista dell’Unione sindacale di base, in prima fila per i diritti dei braccianti contro il caporalato. Un ragazzo da sempre impegnato nelle lotte sindacali per difendere i diritti dei braccianti agricoli sfruttati nella Piana di Gioia Tauro e costretti a vivere in condizioni fatiscenti nella tendopoli di San Ferdinando (Rc). E proprio l’Unione sindacale di base, per protestare contro l’agguato che ha causato il ferimento di altri due migranti del Mali, ha indetto per domani, lunedì 4 giugno, una giornata di sciopero dei braccianti agricoli. I tre migranti, tutti con regolare permesso di soggiorno, stavano raccogliendo delle lamiere nell’area dell’ex fornace “La Tranquilla” di San Calogero (Vv), quando un uomo è sceso da una Fiat Panda premendo quattro volte il grilletto del fucile. Le indagini dei carabinieri, coordinate dalla Procura di Vibo Valentia, tendono ad escludere che i tre migranti stessero compiendo un furto in quanto non esiste nessun proprietario che possa rivendicare l’asportazione del materiale (lamiere) abbandonato. Ciò smentisce dunque la notizia divulgata in mattinata secondo la quale i tre maliani stessero rubando le lamiere per portarle nella baraccopoli o peggio per rivenderle sul mercato nero. Non si è trattato di un omicidio per vendetta, ed è gravissimo, per la memoria del giovane Soumaila Sacko, che le fonti di informazione abbiano dato queste notizie senza prima controllarle.

Gli amici chiedono “verità” per “un giovane che si prodigava per aiutare gli altri”. “L’ho conosciuto nel 2006 – racconta Drane Maoiheri, di 39 anni, anche lui maliano, rimasto ferito mentre era insieme a Soumali – quando siamo giunti in Italia. Lui era già qua nella tendopoli. Era bravo e ieri era venuto con noi per aiutarci”. Soumali, infatti, viveva nella nuova tendopoli allestita nell’area industriale di San Ferdinando mentre gli altri due nella vecchia tendopoli che si trova a poche centinaia di metri dalla prima e caratterizzata da baracche tirate su alla meglio dai migranti. E le lamiere sono una delle componenti fondamentali per le baracche. Così, ieri pomeriggio, i due cittadini maliani che poi sono rimasti feriti, hanno deciso di andare a piedi in un vecchio stabilimento abbandonato nelle campagne di San Calogero (ViboValentia). E Soumali, che non ne aveva bisogno, ha deciso di aiutarli.  “Mentre eravamo li – ha raccontato uno dei feriti, Drane Maoiheri – si è fermata una Fiat Panda bianca vecchio modello ed è sceso un uomo con un fucile che ci ha sparato contro 4 volte”.

Secondo la prima ricostruzione, alle 20.30 di sabato sera i tre migranti si trovavano all’interno di una fabbrica in disuso e abbandonata a se stessa da anni, in località ex Fornace. Stavano cercando lamiere per le baracche del campo di San Ferdinando, dove vive la maggior parte dei braccianti agricoli impegnati nella stagione di raccolta di agrumi, quando da una Fiat Punto è sceso un uomo che ha iniziato a sparare. Sacko è stato raggiunto dalle pallottole in testa ed è morto dopo l’arrivo d’urgenza in ospedale a Reggio Calabria. Uno dei due ragazzi che era con lui è caduto, e ruzzolando a terra si è provocato delle ferite. L’assassino è riuscito a fuggire: per gli investigatori potrebbe essere un frequentatore della zona che già in passato avrebbe saccheggiato materiale ferroso nella fabbrica diroccata. Subito dopo il fatto, a tarda sera, a Reggio si è svolta una riunione d’urgenza del coordinamento delle forze di polizia: è stata convocata in serata nella Prefettura, in considerazione del fatto che i tre risulterebbero dimoranti nell’area di San Ferdinando. Al termine della riunione è stata programmata l’ulteriore intensificazione dei controlli nell’area che ospita la tendopoli. Nella zona, comunque, la situazione è tranquilla, sia nella tendopoli ufficiale, dove vivono circa 800 migranti, che nella baraccopoli distante poche centinaia di metri dove ne vivono attualmente altri circa 2-300, mentre il picco si raggiunge nel periodo invernale.

[Fonte: jobnews.it]