Riportiamo qui di seguito la lettera inviata dalle principiali organizzazioni sindacali al premier Giuseppe Conte e al ministro degli Affari Esteri Luigi Di Maio con la quale invitano i rappresentanti del governo a firmare il Trattato di messa al bando delle Armi Nucleari (TPNW).

Prof. Giuseppe Conte Presidente del Consiglio dei Ministri

On. le Luigi Di Maio Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale

Roma, 24 settembre 2019

Egregio Presidente, Egregio Ministro,

a nome delle nostre organizzazioni ci rivolgiamo ai rappresentanti del nostro governo per richiedere la firma dell’Italia al Trattato di messa al bando delle Armi Nucleari (TPNW), adottato da 122 Stati il 7 luglio 2017 alle Nazioni Unite a New York.

Oggi, gli arsenali nucleari vengono modernizzati e vengono sviluppate nuove armi nucleari. Per i prossimi anni, si stima che i governi spenderanno ogni anno oltre 100 miliardi di dollari in armi nucleari. Allo stesso tempo, la fragile architettura di controllo e di contenimento degli armamenti costruita nel corso di cinque decenni sta crollando, a causa delle crescenti tensioni tra gli Stati dotati di armi nucleari, ed è quindi più importante che mai che i leader mondiali si dichiarino contrari alle armi nucleari e lavorino insieme per rafforzare le norme giuridiche internazionali contro l’uso, la minaccia di utilizzo, il rinnovo ed il possesso di armi nucleari da parte di qualsiasi Stato.

I sindacati sono impegnati per un mondo privo di armi di distruzione di massa e per il disarmo, poiché il mantenimento e il rafforzamento della pace sono un presupposto per il progresso economico e la giustizia sociale. Oltre all’immediata minaccia che le armi nucleari rappresentano per l’esistenza dell’umanità, l’enorme costo di una rinnovata corsa agli armamenti nucleari è un vergognoso spreco di preziose risorse umane, naturali ed economiche che dovrebbero essere reindirizzate per invertire il cambiamento climatico, eliminare la povertà e affrontare altre esigenze sociali ed economiche.

L’impegno per l’eliminazione della minaccia nucleare è d’altronde coerente con la nostra storia democratica e d’impegno civile che ci ha portato a firmare il trattato di Non Proliferazione delle Armi Nucleari nel 1975, quindi a costruire e ad approvare una legge importantissima come la Legge 185 del 1990, che regolamenta la produzione e la vendita di armi ai paesi coinvolti nei conflitti armati e che non rispettano i diritti umani, grazie alla quale il governo ha potuto bloccare la vendita di armi all’Arabia Saudita, e successivamente, nel 1997, la firma del trattato sulla messa al bando delle mine anti-uomo.

Il TPNW completa il quadro del diritto internazionale che impegna gli stati a ottenere un mondo privo di armi nucleari. Offre un percorso in avanti in un momento di grande tensione e crisi globali. Offre la migliore speranza di spostarci da un mondo con quasi 14.000 armi nucleari a zero armi nucleari. Questa è una necessità umanitaria urgente. Il presidente del Comitato internazionale della Croce rossa Peter Maurer e il Segretario Generale delle Nazioni Unite António Guterres hanno entrambi riconosciuto l’importanza di questo trattato nel realizzare progressi per un mondo privo di armi nucleari.

Il 26 settembre 2019, durante la settimana dei capi di stato dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, si terrà una cerimonia di alto livello per le firme e le ratifiche del Trattato sul divieto delle armi nucleari. Tutti i governi sono stati invitati a partecipare a questa cerimonia, promossa dai governi co-sponsor: Austria, Brasile, Indonesia, Irlanda, Messico, Nuova Zelanda, Nigeria, Sudafrica e Tailandia.

CGIL CISL UIL invitano il governo italiano a partecipare a questo storico evento firmando il TPNW, annunciando così la sua intenzione di depositare la propria firma presso l’Ufficio per gli affari legali delle Nazioni Unite di New York, a conferma della tradizione di impegno per la pace e per il ripudio della guerra come soluzione dei conflitti, sanciti dalla nostra costituzione.

Cordiali Saluti,

i Segretari Generali

CGIL CISL UIL

Maurizio Landini Annamaria Furlan Carmelo Barbagallo