Tenere alto l’impegno collettivo per la pace e il rispetto dei diritti umani, raccontare la guerra e vivere quotidianamente l’accoglienza, in un’epoca di conflitti come quella di oggi. È questo, in estrema sintesi, l’obiettivo del convegno “Se non vuoi la guerra, prepara la pace”. All’evento, organizzato da Ciac per martedì 26 novembre a partire dalle ore 9 al palazzo del Governatore di Parma, parteciperanno diversi esperti che, a partire dall’esperienza diretta nei conflitti nei Balcani degli anni Novanta fino alle attuali situazioni di guerra e crisi, ricostruiranno l’impegno concreto a costruire percorsi di pace, dialogo e protezione di chi è costretto a fuggire. 

Il mattino il confronto avrà come titolo “Noi dentro la guerra” e vedrà la partecipazione di importanti attori che hanno seguito e conosciuto a vario titolo la guerra nei Balcani. A confrontarsi con Miodrag Lekic, ambasciatore in Italia 1995-1999 (quando la Jugoslavia era già smembrata dalla guerra), saranno Massimo Nava e Giuseppe Zaccaria, entrambi corrispondente dai Balcani negli anni dei conflitti, rispettivamente per il Corriere della Sera e La Stampa, oltre ad Adele Mazzola, già attiva all’Istituto Italiano di Cultura e all’Università di Belgrado. A gettare un ponte verso altri contesti di guerra e a raccontare i difficili tentativi di costruzione della pace in Africa sarà l’intervento del direttore di Nigrizia e missionario Comboniano Padre Filippo Ivardi Ganapini.

Nel pomeriggio, si parlerà soprattutto di attualità con un confronto dal titolo “Non muri ma giustizia, diritti e protezione”. A ricordare il nesso tra pacifismo e impegno per l’accoglienza e la tutela dei rifugiati si sarà il presidente di Ciac Emilio Rossi, che lascerà poi la parola a due ricercatori: il collaboratore di Limes Simone Benazzo, che illustrerà il proliferare di nuovi muri proprio quando si celebra il trentennale della caduta di quello di Berlino, e Marco Deriu, sociologo dell’Università di Parma, che approfondirà il nesso tra cambiamento climatico e conflitti per le risorse, con il relativo incremento dei cosiddetti “rifugiati ambientali”. Yilmaz Orkan, dell’Ufficio d’informazione del Kurdistan in Italia, e Mursal Moalin Mohamed, rifugiato e operatore di Ciac, daranno l’opportunità al pubblico di avvicinarsi a due aree di crisi di più lunga durata, quale quella curda e quella somala. A concludere, Danilo Amadei, ex assessore al sociale del Comune di Parma e membro del gruppo diocesano Giustizia, Pace e Ambiente. 

L’incontro – che vede Ciac come principale organizzatore – ha ottenuto il patrocinio del Comune di Parma e il contributo della Regione Emilia-Romagna e della Rete regionale contro le discriminazioni. Inoltre è promosso in collaborazione con la Fondazione Mario Tommasini, l’Anpi di Parma, l’Università Popolare di Parma, la Cooperativa Sociale Sirio, il Comitato Chiamata contro la Guerra, l’Associazione Ideando, la Rete scuole per la pace e l’accoglienza, Rete Kurdistan-Parma e il Gruppo Diocesano Giustizia, Pace e Ambiente.