Nel cambiamento globale ogni città è un laboratorio che sperimenta nuove forme di convivenza. Come possiamo vivere tutti insieme?

Un successo oltre le previsioni per la prima del documentario prodotto da Ciac “Atlante dell’Ora di Cena” presentato martedì 10 dicembre al Cinema Astra di Parma. Oltre 500 persone hanno riempito la sala e assistito alla proiezione che racconta 10 cene, 10 cibi, 45 protagonisti provenienti da 21 paesi diversi, attraverso i progetti di accoglienza istituzionale di richiedenti asilo e rifugiati (Sprar e Siproimi), alle accoglienze in famiglia, al co-housing tra giovani italiani e giovani rifugiati, passando per comunità di donne e case occupate: tutte le cene raccontano convivenze esistenti e possibili.

Presenti in sala i protagonisti del documentario – che è anche un web-doc raggiungibile all’indirizzo www.atlantedelloradicena.it – insieme a decine di cittadini e agli assessori del Comune di Parma Laura Rossi e Michele Guerra oltre a Elisa Floris del Comune di Fidenza.

“Atlante dell’ora di cena | Dinnertime Atlas”, prodotto dal Centro immigrazione asilo e cooperazione internazionale (CIAC) di Parma, con la regia di Giovanna Poldi Allai e Andreina Garella.

CIAC è un’associazione che da vent’anni promuove l’accoglienza diffusa e la tutela dei diritti di migranti e rifugiati, con un’attenzione particolare a coltivare relazioni interculturali significative tra vecchi e nuovi cittadini. E che oggi, con questo lavoro, può raccontare quanto di bello e importante già c’è, magari lontano dai riflettori della cronaca e dell’emergenza.

10 cene, 10 cibi, 45 protagonisti provenienti da 21 paesi diversi. Dai progetti di accoglienza istituzionale di richiedenti asilo e rifugiati (Sprar e Siproimi), alle accoglienze in famiglia, al co-housing tra giovani italiani e giovani rifugiati, passando per comunità di donne e case occupate: tutte le cene raccontano convivenze esistenti e possibili.

Giovanna Poldi Allai è una regista, documentarista, filmmaker. Ha iniziato il suo lavoro vent’anni fa durante le guerre nella ex Jugoslavia; ama mettere il suo sguardo a disposizione di comunità, associazioni, realtà, individui che hanno un’esperienza da raccontare, un sogno da difendere, un’idea da portare avanti. I pastori dell’Appennino, gli omeopati berlinesi, i rifugiati in accoglienza a Parma, il progetto Teatro e Salute Mentale a Reggio Emilia: sono al centro di storie che le stanno a cuore.

Andreina Garella, regista. Inizia a fare teatro a Trieste nel ‘79. Nel 1997 fonda Festina Lente Teatro. È regista e ideatrice di tutti gli spettacoli della compagnia.Il suo è un teatroche sceglie di essere responsabile e attento alla contemporaneità, che fa drammaturgia con le visioni poetiche dei matti, con la creatività delle donne migranti e native, per ridisegnare relazioni, storie, idee, pensieri e per intercettare i cambiamenti in atto, uno spazio per dire cose importanti e urgenti.