Appello del Comitato “Chiamata contro la guerra” (Parma) – di cui CIAC è parte – per mettere la guerra fuori dalla storia. E le bandiere della pace su ogni balcone.

 

Pace subito! Affacciamo la pace.

Fermiamo le guerre in Siria, in Medio Oriente, dovunque.

Fuori la guerra dalla storia!

Invitiamo tutti ad esporre la bandiera della pace!

 

Da troppo tempo si muore in Siria, in Palestina, in Libia, in Egitto, in Iraq, nello Yemen, nella regione a maggioranza curda … il Medio Oriente ed il Mediterraneo si stanno trasformando in un immenso campo di battaglia, che già coinvolge le super potenze mondiali. Le conseguenze possono essere tragiche ed inimmaginabili.

Milioni di persone, in tutto il mondo, di tutte le culture e religioni, stanno dicendo: “Basta guerre, basta morti, basta sofferenze”. E noi con loro.

Guerre producono guerre, le cui vittime sono le popolazioni civili, oppresse e private dei propri diritti fondamentali, primo fra tutti il diritto alla vita.

Secondo l’Osservatorio Siriano dei Diritti Umani in questi sette anni di guerra ci sono state 354.000 vittime, di cui 20.000 bambini e 12.000 donne. Ancor più alto il numero delle vittime secondo le stime dell’ONU. Secondo l’Oim, 13,1 milioni di siriani sono in stato di bisogno umanitario, 6,5 milioni sono gli sfollati interni e 4,7 milioni sono i siriani rifugiati all’estero. Una tragedia immane che continua ancor oggi, tra le strategie politico-militari delle grandi potenze, l’impotenza dell’ONU e l’indifferenza di tanti.

Vanno fermate le armi, bloccate le vendite a chi è in guerra. Ora, subito. Papa Francesco al Cairo, lo scorso 28 aprile 2017, ha detto: “Per prevenire i conflitti ed edificare la pace (…) è fondamentale bloccare i flussi di denaro e di armi verso chi fomenta la violenza. Ancora più alla radice è necessario arrestare la proliferazione di armi che, se vengono prodotte e commerciate, prima o poi verranno pure utilizzate”.

Occorre proteggere la popolazione civile, fermare l’oppressione e l’occupazione, attivare la mediazione tra le parti in conflitto. Non si può più attendere e rinviare decisioni e responsabilità. Il limite è superato da tempo. Ora, subito, bisogna fermare la guerra, curare i feriti, soccorrere chi fugge dall’orrore.

Chiediamo al nostro paese di essere protagonista di pace, di mettere in atto il “ripudio della guerra” voluto dall’articolo 11 della Costituzione: non concedendo basi o supporti per operazioni militari, non vendendo armi a paesi in guerra (Legge 185/1990).

Esponiamo alle nostre finestre e ai nostri balconi la bandiera della pace, come segno della nostra volontà di pace, di fratellanza, di nonviolenza, come forma di pressione sui nostri amministratori e governanti perché facciano tutto ciò che è in loro potere per la pace in Siria e nel mondo. Affacciamo la pace! Facciamo la pace! Pace subito!

 

Comitato “Chiamata contro la guerra” – Parma

chiamatacontroguerra@libero.it