– Non riteniamo più accettabile la violenza istituzionale, culturale e psicologica che colpisce le donne in ogni parte del mondo. Rivendichiamo la nostra libertà di scelta e di autodeterminarci come donne, madri o senza figli, come lavoratrici, come cittadine;

– Rivendichiamo l’importanza del lavoro sociale, oggi delegittimato e criminalizzato dal discorso xenofobo e razzista. Difendiamo il lavoro sociale e ci opponiamo alla sua precarizzazione, perché siamo convinte che tutti i lavori sociali, i lavori di cura abbiano una portata rivoluzionaria, capace di andare oltre le logiche del profitto, di riaffermare la dimensione dei diritti e rafforzare le nostre comunità.

– Le donne che incontriamo sono esposte a leggi come la Legge Sicurezza, che toglie la protezione umanitaria e la possibilità di emanciparsi dalle violenze subite nel proprio paese e durante il viaggio. In Italia, queste donne, trovano sfruttamento e lavoro nero, sono tollerate solo quando ricoprono ruoli subalterni e vivono un razzismo quotidiano.

– Il mondo del sociale non è avulso dalle logiche sessiste, ancora troppo poco spazio è dedicato ad una riflessione franca e profonda sulle questioni di genere non solo nei percorsi di accoglienza, ma anche nelle relazioni tra lavoratrici e lavoratori. Nonostante il sociale sia un ambito di lavoro principalmente femminile, la divisione di ruoli e mansioni è ancora basata sulla disuguaglianza di genere. Ancora troppo spesso le lavoratrici del sociale rivestono ruoli sostanziali ma meno visibili e lontani dai luoghi decisionali.


Vogliamo, ed è ormai imprescindibile, immaginare percorsi di accoglienza e autonomia inclusivi dei generi ed emancipanti, realmente capaci di promuovere processi di autodeterminazione individuale e di crescita collettiva. Una società libera da violenza di genere, razzismo e sessismo, è in definitiva una società più libera per tutti.

Per questo scioperate con noi l’8 marzo Parma ore 18 piazzale Santa Croce “la libertà delle donne libera tutti”