Da oggi i richiedenti asilo potranno iscriversi all’anagrafe del Comune di Parma. A deciderlo, con una direttiva, il sindaco Federico Pizzarotti, andando contro quanto previsto dal decreto Immigrazione Sicurezza, oggi trasformato in legge che impediva a chi ha fatto richiesta di asilo di essere nelle liste delle amministrazioni comunali.

“Sin dalla sua emanazione – si legge nel documento – sono insorte perplessità, sfociate, nella nostra realtà specifica di ente, nel provvedimento, emanato, ex articolo 700 del codice di procedura civile, recante il n. 2379/2019, con il quale il Tribunale di Parma, sezione I Civile, ha ordinato “al Comune di Parma, in persona del Sindaco pro tempore, l’immediata iscrizione del Sig. M.U.R. nel registro anagrafico della popolazione residente e l’avvio del procedimento ordinario di accertamenti di cui al DPR 30 maggio 1989, n. 223”.

Il riferimento è alla sentenza del tribunale di Parma che aveva obbligato il Comune ad iscrivere un richiedente asilo che aveva fatto ricorso alla giustizia contro la negazione del diritto di risedenza. “E’ necessario premettere come l’iscrizione anagrafica – scrive il sindaco – rappresenti un presupposto necessario per beneficiare di alcuni diritti e servizi fondamentali (come ad esempio il servizio sanitario) che possono essere riconosciuti solo a coloro che siano stabilmente e legittimamente presenti sul territorio, oltre che un indispensabile strumento di controllo del territorio stesso da parte delle istituzioni”.

Il passaggio fondamentale della direttiva sottoscritta da Pizzarotti arriva alla fine: “Dispone che i propri delegati pro-tempore con funzioni di ufficiali di anagrafe, procedano all’iscrizione anagrafica dei soggetti richiedenti asilo politico con le modalità ordinarie di cui al d.p.r. numero 223/1989, e successive modificazioni e integrazioni”.