Oltre 200 persone hanno invaso piazza Garibaldi a Parma e, poco dopo le 18, hanno indossato contemporaneamente la coperta termica che viene usata per proteggere i naufraghi tratti in salvo e che è l’oggetto simbolo della campagna #ioaccolgo.

In occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato, che si celebra il 20 giugno, Ciac Parma – insieme al coordinamento “La Civiltà dell’Accoglienza” – ha organizzato un flash mob per il lancio della campagna.

Lo scopo dell’iniziativa è dare voce e visibilità a tutte quelle esperienze di solidarietà e accoglienza diffuse in ogni zona d’Italia, di cui si sa troppo poco, ma anche ai tanti cittadini che condividono questi valori e che vogliono esprimere il proprio dissenso rispetto alla chiusura dei porti, alla legislazione e alle politiche anti-immigrati.

LA SITUAZIONE A PARMA

A Parma le conseguenze della legge 132/18 – il cosiddetto Decreto Immigrazione e Sicurezza – diventano ogni giorno più preoccupanti. Secondo i dati rilevati attraverso gli sportelli Ciac presenti in 26 comuni della provincia, nel periodo successivo al decreto (da ottobre 2018) sono 114 i titolari di protezione umanitaria e casi speciali che si sono rivolti agli sportelli manifestando bisogni complessi; tutti rischiano di cadere nell’irregolarità in assenza di un lavoro che permetta loro di convertire il permesso e ben 47 hanno espressamente richiesto accoglienza non disponendo di alcuna alternativa.

A questo numero bisogna aggiungere il dato di 38 richiedenti asilo (spesso provenienti da Centri di accoglienza straordinari cessati anche in altre province) che hanno espressamente richiesto accoglienza.  All’oggi pertanto 85 persone, aventi il permesso di soggiorno, esprimono un bisogno indifferibile d’accoglienza. Tutte queste persone nella situazione pre-decreto avrebbero potuto accedere all’accoglienza istituzionale nello Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati).

Il rischio di marginalità e caduta nell’irregolarità riguarda anche i circa 800 richiedenti asilo che a fine maggio si trovavano ancora in accoglienza in uno dei Centri straordinari della provincia, che i nuovi bandi riconoscono come meri “parcheggi” con pochissimi servizi garantiti, nemmeno l’insegnamento dell’italiano: considerato l’andamento degli esiti delle domande di asilo negli ultimi mesi e la riduzione dei tempi della procedura sia in Commissione che in Tribunale (per chi fa ricorso avverso un diniego) si può stimare che almeno il 60% dei richiedenti asilo si troverà entro il 2019 nel territorio senza un permesso di soggiorno.

Quasi 500 nuovi irregolari prodotti dalla nuova legge. Tra di essi anche richiedenti asilo minorenni allo sbarco in Italia, nuclei monogenitoriali con madri vittime di tratta, persone con seri problemi di salute. Tutti casi concreti seguiti da Ciac in questi mesi.

LA CAMPAGNA #IOACCOLGO

La settimana scorsa, insieme ad oltre 45 organizzazioni della società civile di tutta Italia, Ciac ha lanciato a livello nazionale la campagna “Io accolgo” (www.ioaccolgo.it) con l’obiettivo di dare voce e visibilità ai tanti cittadini che condividono i valori dell’accoglienza e della solidarietà e per rafforzare su tutto il territorio nazionale interventi di accoglienza diffusa in favore degli esclusi dal sistema di accoglienza istituzionale. Il comitato promotore territoriale è costituito da Ciac con gli enti della “rete La civiltà dell’accoglienza” (Comunità Betania, Centro aiuto alla vita, Di mano in mano, Istituto Buon Pastore, Caritas, Associazione San Giuseppe, Pozzo di Sicar) oltre le sigle localmente presenti che hanno sottoscritto la campagna nazionale.

Enti, associazioni, cittadini sono invitati ad aderire e a partecipare.

Al centro della campagna c’è l’invito a tutti a stendere al proprio balcone una coperta termica simbolo di #IoAccolgo, oltre che ad attivarsi in prima persona in sostegno dei migranti e dei rifugiati. L’aiuto concreto si può concretizzare nell’accoglienza di un rifugiato in famiglia, nell’affiancamento ai loro percorsi di integrazione e più generalmente in attività di sensibilizzazione verso la cittadinanza.

Invitiamo tutti a rivolgersi direttamente a Ciac attraverso la mail associazione@ciaconlus.org per segnalare la propria disponibilità.