“Abbiamo sempre sentito Nigrizia al nostro fianco nel lavoro di ogni giorno e nelle nostre battaglie, oggi siamo qui per cominciare un nuovo percorso condiviso che sia capace di far emergere una società civile che lotta per i diritti umani”. Ha usato queste parole il presidente di Ciac Onlus, Emilio Rossi, per presentare l’appuntamento che si è svolto venerdì sera nella sede dell’ente di tutela dei cittadini migranti di via Cavestro a Parma. All’incontro erano presenti direttore della storica rivista che si occupa di Africa, Padre Filippo Ganapini e numerosi cittadini in rappresentanza di molte associazioni del territorio.

La rivista dei padri Comboniani, infatti, ha aperto una sua sede a Parma proprio negli spazi della sede centrale del Centro immigrazione asilo e cooperazione internazionale. “Il nostro obiettivo – ha spiegato Ganapini – è costruire una rete di cittadini e associazioni che lavorino insieme per un percorso condiviso, in particolare nell’ambito della comunicazione. Vorremmo raccontare quanto avviene in Africa e, allo stesso tempo, spiegare quello che succede in Italia, in particolare riguardo alle situazioni di vita dei migranti e della leggi che impongono pesanti ripercussioni. Ciac ci ha fatto sentire subito a casa e questo è il posto e il momento giusto per lavorare insieme”.

Il concetto di unire le forze è stato ripetuto più volte dai presenti, tra cui Danilo Amadei della Cartias, Arnaldo Conforti di Forum solidarietà e diversi altri rappresentanti del mondo del volontariato sociale di Parma. “E’ il momento di metterci la faccia – è stato ripetuto da più parti – per far sentire la nostra voce, facendo qualcosa di concreto. Uno dei modi per combattere l’odio è una comunicazione corretta sulle tematiche sociali, per questo è fondamentale lavorare su una nuova narrazione delle tematiche delle migrazioni. Nigrizia è sempre stata al nostro fianco, è una realtà importante che abbiamo sempre sentito vicino, oggi è l’occasione per lanciare un percorso concreto condiviso che faccia rete tra le tante realtà locali ma anche che coinvolga direttamente i migranti”.

Presente anche Padre Eliseo Tacchella, padre comboniano con 25 anni di missione in Congo e ora presidente della Fondazione Nigrizia che ci ha tenuto a spiegare l’obiettivo della rivista comboniana per anni diretta da Alex Zanotelli. “Il nostro obiettivo – ha spiegato – deve essere quello di raccontare quanto sta accadendo in Africa, perché molti non sanno i motivi che spingono le persone a migrare e che molti dei motivi riguardano direttamente anche noi europei”.

Al termine della serata i presenti si sono dati un obiettivo molto chiaro. “Dobbiamo partire dal piccolo – hanno concluso Ganapini e Rossi – per provare a costruire una nuova comunicazione con l’obiettivo di dare voce a chi non viene ascoltato parlando di quanto accade nei paesi di provenienza ma anche lavorando sugli impatti che leggi ingiuste, come i decreti sicurezza, stanno avendo”. I primi passi saranno l’organizzazione di momenti comuni di formazione e condivisione, per poi condividere questi primi passi con la città intera.