Secondo l’Unhcr, l’agenzia Onu per i rifugiati, e l’organizzazione, almeno 3.919 dei 5.378 detenuti (dato “ufficiale” riferito al 29 maggio, e sicuramente in difetto perché in molti campi la registrazione dei migranti è quantomeno approssimativa) sono soggetti particolarmente vulnerabili come bambini o malati.

Molti di questi migranti che cercavano di attraversare il Mediterraneo verso l’Europa sono stati ricatturati dalla guardia costiera libica che – sottolinea documento delle nazioni Unite – è “finanziata dall’Unione Europea” e riportata nei centri di detenzione.

Sempre secondo il rapporto Onu, 4.148 di quei rifugiati in Libia sono costretti a vivere in aree di forte pericolo come Tripoli o al nord-ovest. Più di un quarto di questi (27%) sono minori, tra cui molti neonati e bambini piccoli.