Si tratta di volontari che si occuperanno dei ragazzi stranieri

(ANSA) – BOLOGNA, 11 LUG – Un protocollo d’intesa tra il garante dei minori della Regione e il tribunale per i minorenni di Bologna: obiettivo dell’accordo firmato negli uffici di viale Aldo Moro è quello di evitare che i minori stranieri restino abbandonati, favorendo i ricongiungimenti familiari, in particolare tramite la stesura e la firma da parte dei garanti regionali di protocolli d’intesa con i presidenti dei tribunali per i minorenni per promuovere e facilitare la nomina dei tutori volontari. Proprio grazie ai protocolli sarà possibile l’istituzione in ogni tribunale per i minorenni di un elenco di tutori volontari, ossia privati cittadini che rappresentano legalmente bambini o ragazzi minorenni che non hanno genitori o altri familiari che possano occuparsi di loro. A tale proposito verranno organizzati corsi di formazione per gli aspiranti tutori – in collaborazione fra garante, comuni e centri di servizio di volontariato – della durata di circa 30 ore, in cui si parlerà soprattutto di formazione giuridica e immigrazione.

“Abbiamo 1.160 minori non accompagnati – spiega la garante per i minori Clede Maria Garavini – e sono ragazzi che hanno una tutela pubblica istituzionale. Il nostro obiettivo è che abbiano una tutela personalizzata, aiutandoli ad avere un percorso di vita”. “È un percorso di compartecipazione di diverse religioni e comunità – afferma la presidente dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna Simonetta Saliera – perché vogliamo che i minori della nostra regione abbiano un futuro”. “Chi ancora si riempie la bocca parlando di respingimenti – dice il presidente del tribunale per i minorenni di Bologna Giuseppe Spadaro – dovrebbe venire nel mio fatiscente tribunale per vedere gli occhi di questi ragazzi, persone che hanno lasciato tutto ciò che conoscevano: una comunità ha l’obbligo di accoglierli e seguirli”. “Non c’è niente di più bello che essere tutori – sostiene l’arcivescovo di Bologna monsignor Matteo Maria Zuppi – significa dare e trovare un futuro”. “La natura dell’uomo è quella di trasmettere i suoi insegnamenti – dichiara il rabbino di Bologna Alberto Sermoneta – noi abbiamo l’occasione di farlo con persone che sono orfane e straniere”. “Dei 9.000 minori sbarcati – spiega Ilhame Hafidi, responsabile dell’ufficio stampa della comunità islamica di Bologna – solo cinque minori sono stati ricollocati: il tutore volontario può colmare questo vuoto”.

[Fonte: ANSA]

Articolo su Repubblica Bologna

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