di Oiza Q. Obasuyi*

Ricapitoliamo dunque quanto accaduto a Macerata (e soprattutto sui media).

UnoInnocent Oseghale, nigeriano, viene accusato dell’omicidio di Pamela. Ci sono ancora diverse indagini in corso e non si è ancora capito se sia stato lui ad ucciderla, si indaga su altri sospetti. Ciò non toglie la gravità del suo coinvolgimento e l’orrore della morte di quella ragazza e di come sia stato trattato il suo corpo.

Due. Poco dopo ecco che spunta Luca Traini, neofascista dichiarato che compra una glock e inizia a sparare neri a caso (e permettetemi di dire che c’è stata pochissima attenzione dei media nei confronti delle vittime, e lascio a voi i commenti) per le vie di Macerata. Indossa una bandiera italiana, arriva al monumento ai caduti della città, fa il saluto romano e poi, finalmente, viene arrestato dalla polizia. Dice di averlo voluto fare per “vendicare Pamela”. Finisce in galera con l’accusa di tentata strage con aggravante razziale.

Tre. Nel frattempo alcuni giornali fanno circolare la bufala del fatto che Traini fosse il fidanzato di Pamela e che quindi si trattava di un “delitto passionale”. La madre di Pamela smentisce il tutto dicendo che i due non si conoscevano.

QuattroPoi ci sono quelli che lodano l’atto di Traini perché “poverino era esasperato e con l’immigrazione incontrollata può essere giustificato. E allora…”. Aggiungo che Forza Nuova vuole pagargli le spese legali. E io mi farei due domande.

*Studentessa italiana di origine nigeriana a Macerata, studia Lingue

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