– Al Ciac si continua a studiare e a formarsi, nonostante l’emergenza in corso. In questo momento complesso l’obiettivo è chiaro: nessuno deve restare isolato, nemmeno i cittadini migranti. La formazione si fa da casa, davanti lo schermo dello smartphone o del pc. Lo si fa a piccoli gruppi di tre studenti da una parte e l’operatore trainer dall’altra.

Dall’esplosione dell’emergenza, le attività di formazione dell’ente di tutela di cittadini migranti non si sono mai fermate. Al necessario blocco della formazione frontale, dei tirocini e degli inserimenti lavorativi dovuti all’epidemia di Coronavirus il centro di Orientamento al Lavoro Franco Basaglia, il progetto di Ciac dedicato alla costruzione di percorsi di formazione-lavoro, ha risposto investendo in soluzioni tecnologiche. “E’ fondamentale – dice il direttore di Ciac, Michele Rossi – mantenere alto il livello della nostra offerta formativa, non solo per continuare a far crescere le persone che accogliamo, ma anche per far sentire loro la nostra vicinanza anche in questo momento difficile. Nessuno si deve sentire solo e attraverso gli strumenti che la tecnologia ci mette a disposizione, stiamo facendo il massimo per raggiungere questo importante obiettivo”.

La proposta è stata rimodulata a fronte delle emergenti esigenze di formazione e non solo: l’informazione su quello che sta accadendo, la promozione della salute, la vicinanza alle persone più fragili sta trovando altri canali per raggiungere le persone accolte. La pausa forzata del lavoro e della formazione tradizionalmente intesa è dedicata ora ad acquisire consapevolezza rispetto alle competenze, alle possibili aree di miglioramento professionali e linguistiche. E alla progettazione consapevole di un tempo futuro che è la speranza di tutti, ripartirà.

Le attività che vengono svolte attraverso internet sono tante: Follow up dei tirocini, arricchimento della lingua italiana e soprattutto, affinamento della capacità di sintesi, simulazione di colloqui di lavoro on line e tanto altro.

Certo è una sfida non semplice perché studiare in questo modo impone dei cambiamenti: lo schermo richiede attenzione, concentrazione e soprattutto sintesi. Anche i corsi più complessi, come quello dedicato al superamento delle barriere emotive, dovute ai diversi stili culturali di appartenenza e a inesplorate timidezze culturali di chi arriva dall’altra parte del mondo, modulo formativo già ampiamente rodato nei corsi dedicati all’orientamento al lavoro: ora viaggia on-line. È una sperimentazione necessaria con un valore che va ben oltre la formazione stessa: consapevolezza, prevenzione, contatto sono fattori essenziali in questo drammatico frangente.

Lo smart training di Ciac è organizzato in lezioni-dialogo della durata variabile, tra i quindici e i trenta minuti, con consegne alla fine del meeting e un nuovo appuntamento. Gli incontri sono in agenda dal lunedì al venerdì. Mai dopo le ore quindici, però. Perché anche in tempi di smart working, importante coniugare sollievo e lavoro, studio e pensiero, cura di sé e della casa. Importante, la puntualità così come per le lezioni in presenza.

“Questa soluzione – commenta Rossi – è un modo per supportare la tenuta motivazionale e psicologica dei giovani uomini e donne accolti da Ciac, in questo scorcio inatteso e inesplorato dell’emergenza sanitaria. Una nuova forma di vicinanza e di sostegno alla progettazione dei loro percorsi e del sentirsi parte della medesima comunità, con percorsi di inclusione sociale attraverso il lavoro e la relazione”.