Il 3 ottobre 2013, al largo delle coste di Lampedusa, il naufragio di un’imbarcazione carica di migranti provenienti dalla Libia provocò la morte di 368 persone. Fu un evento che commosse l’Italia.

Ma a sei anni da quella tragedia, le morti di migranti nel mar Mediterraneo non si fermano: secondo i dati degli osservatori internazionali dal 1 dicembre al 18 settembre 2019 sono state quasi mille le le persone che hanno perso la vita nel tentativo di raggiungere via mare l’Europa. Quasi 19mila quelle scomparse dal 2014 a oggi, significa oltre 9 ogni giorno.

Oggi siamo qui per commemorare quelle vite spezzate. Ma commemorare e ricordare non basta. Episodi simili non devono più accadere. Per questo, la campagna nazionale IO ACCOLGO, di cui Ciac è tra i promotori, ha lanciato un appello per chiedere alle istituzioni che:

  1. si prevedano canali di ingresso regolari in Europa, senza che le persone siano costrette a rischiare la vita affidandosi ai trafficanti
  2. più nessuno sia lasciato morire in mare e vengano annullati gli accordi con la Libia
  3. si ristabilisca un programma efficace di ricerca e salvataggio in mare a livello europeo
  4. vengano abrogati i due “decreti sicurezza” che contengono norme contrarie ai principi della Costituzione e delle Convenzioni internazionali
  5. venga garantita un’accoglienza dignitosa ad ogni migrante e vengano avviati percorsi di inclusione efficaci.