TAR per la Lombardia, sezione di Brescia, che sancisce il diritto all’inserimento nel sistema di accoglienza SPRAR/Siproimi dei titolari di permesso per motivi umanitari che non vi sono mai stati inseriti, avendo presentato domanda di protezione internazionale prima dell’entrata in vigore del DL Immigrazione 113/2018.    
Il ricorso è stato vinto da un uomo titolare di protezione umanitaria, con permesso di soggiorno rilasciato dalla Questura di Brescia a Luglio 2018. L’uomo era in accoglienza, a carico della Prefettura di Brescia, sino a qualche mese fa in un Cas (Centro Accoglienza Straordinario) del bresciano.
Il ricorrente aveva ricevuto il 1 Aprile 2019 la notifica della cessazione delle misure di accoglienza da parte del Prefetto Vardè (ex Prefetto di Brescia), a seguito dell’entrata in vigore del DL 113/2018 ed ha dovuto abbandonare il centro di accoglienza.

L’8 Aprile 2019 aveva fatto richiesta di ingresso nel progetto SPRAR di Breno ed il 12 Aprile 2019 è stato emessa la comunicazione di negazione all’inserimento in tale progetto da parte del Servizio Centrale dello SPRAR, in applicazione a quanto disposto dal DL 113/2018 ed in vigore dal 5/10/2018. 
In riferimento alla sentenza della Cassazione del 19/02/2019 n. 4890, ovvero in considerazione dell’illegittima applicazione retroattiva della normativa DL 113/2018, il TAR di Brescia ha stabilito che il principio di non retroattività del DL Immigrazione si applica e riguarda anche il mantenimento del diritto all’accoglienza nel sistema SPRAR/Siproimi dei titolari di protezione umanitaria, in quanto la domanda di protezione internazionale è stata formalizzata prima del 5/10/2018, data di entrata in vigore del DL 113/2018.

Il TAR di Brescia ha annullato pertanto il decreto, disposto dal Prefetto, di revoca delle misure di accoglienza dal CAS, disponendo contestualmente l’inserimento del titolare di protezione umanitaria nel progetto SPRAR/Siproimi.  
Secondo l’interpretazione del TAR di Brescia, tutti i titolari di protezione umanitaria che non hanno usufruito di un progetto SPRAR, avrebbero diritto ancora oggi ad accedere a tale sistema di accoglienza.