Eugenio Melandri ci ha lasciato oggi. Pur combattendo con tenacia contro quello che lui stesso definiva “il drago” (il tumore al pancreas diagnosticatogli lo scorso anno), il 71enne nativo di Brisighella (in provincia di Ravenna) è scomparso nelle scorse ore, lasciando nel dolore tutti quelli che avevano avuto modo di apprezzare le sue infinite qualità umane.

Ci lascia un grande uomo, molto attivo anche a Parma, una persona che per tutta la sua vita ha lottato per gli ideali di pace e giustizia. Eugenio ha speso ogni giorno della sua vita, a fianco degli ultimi tra gli ultimi, insieme ai più poveri tra i poveri, vicino ai sofferenti tra i più sofferenti e difendendo tutte le vittime delle ingiustizie.

A tutti quelli che lo hanno conosciuto e alla grande famiglia Saveriana che è stata al centro della sua vita anche negli ultimi anni della malattia, le condoglianze più sentite di tutto Ciac.

I funerali si terranno martedì 29 ottobre, alle ore 11 a San Pietro in Vincoli (Ravenna) presso la chiesa della Casa dei Saveriani, via Monsignor Bertaccini. La sepoltura avverrà presso la chiesa di San Ruffillo; Eugenio ha chiesto di non comprare fiori ma piuttosto donare tali somme ai poveri.

CHI ERA EUGENIO MELANDRI
Entrato nei Saveriani a Parma alla fine degli anni sessanta, Eugenio Melandri era stato ordinato missionario saveriano nel 1974. Nel 1989 aveva scelto la strada dell’impegno politico, una scelta sofferta ma convinta la sua che gli ha portato però più di un problema nella Chiesa italiana, fino alla riduzione allo stato laicale.
Il suo impegno lo ha portato, tra le file di Democrazia Proletaria, ad approdare prima al Parlamento italiano e poi a quello europeo senza mai distogliere sguardo e cuore dagli “ultimi” e dall’Africa.

Fondatore dell’Associazione Obiettori di Coscienza e di Senzaconfine, è stato tra i protagonisti di quella grande stagione pacifista delle Marce nei Balcani devastati dalla guerra. Per anni era stato animatore di tante realtà come l’associazione “Chiama l’Africa”, impegnata nella solidarietà con il grande continente dal basso, senza grandi padrini e motore di importantissime campagne sociali, lo hanno visto in primissima fila.

Solo poche settimane fa, Melandri era tornato ufficialmente ai voti, riammesso al sacerdozio dopo una lunga parentesi durata 28 anni. Artefici di questa bella storia ecclesiale l’arcivescovo di Bologna Matteo Zuppi, prossimo cardinale per volere di Papa Francesco, e il vescovo Saveriano Giorgio Biguzzi da sempre “sentinella” spirituale di Melandri. E’ stato, infatti Zuppi ad incardinarlo nel clero petroniano mentre il via libera definitivo è arrivato dalla Congregazione per il clero, presieduta dal cardinale Beniamino Stella, che ha archiviato la misura punitiva nei confronti di Melandri.

Un bel regalo per padre Melandri che aveva festeggiato i suoi 71 anni nella sua nuova casa, l’Istituto dei Padri Saveriani in San Pietro in Vincoli, in provincia di Forlì. Dove oggi è scomparso.