Al maxiprocesso per i crimini della dittatura in Argentina. Inflitto l’ergastolo a 29 dei 54 imputati: ci sono anche “l’angelo della morte” Alfredo Astiz e i piloti del volo della morte nel quale fu uccisa Esther Cartega, amica di Bergoglio.

Il maxiprocesso per la morte dei desaparecidos e per tutti i crimini commessi durante gli anni della dittatura in Argentina si è chiuso a Buenos Aires dopo cinque anni di udienze con 48 condanne. E per 29 dei 54 imputati ci sarà da scontare l’ergastolo.

Tra loro c’è anche Alfredo Astiz, oggi 67enne, noto come l’angelo della morte. Era un agente sotto copertura del regime che in quegli anni si infiltrò in gruppi di attivisti, compresa l’associazione delle Madri di Plaza de Mayo, che chiedevano la verità sui loro figli scomparsi.

Sono 789 le vittime prese in considerazione dal processo, che è il terzo più grande mai tenuto per i casi di rapimenti, torture e omicidi consumati all’interno dell’Esma (Escuela de Mecanica de la Armada), la scuola tecnica della marina a Buenos Aires, dove, negli anni del regime – tra il 1976 e il 1983 – passarono oltre 5000 prigionieri politici e la maggior parte di loro fu ucciso dalle violenze o scomparve nei voli della morte.

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