Foto di Gigi Montali

Limitare il diritto di asilo e smantellare il sistema pubblico di accoglienza. E’ questa la volontà del Governo con la bozza del cosiddetto Decreto Migranti del ministro Salvini, anticipata dalle agenzia giornalistiche, una destrutturazione totale del sistema di accoglienza e integrazione diffusa, per colpire al cuore una eccellenza italiana capace, come riconosciuto in tutta Europa, di dare integrazione socioculturale. Come Ciac Onlus Parma, definiamo questa riforma inaccettabile e pericolosa, non solo per le pesanti ripercussioni sulla vita dei migranti ma anche perché punta a provocare caos sociale.

Il Governo mira a distruggere un sistema che funziona bene, scardinando i suoi punti fondamentali, con la palese volontà di creare disordine, giocando sulla vita delle persone. Si prevede di cancellare la protezione umanitaria che, sino ad oggi, ha permesso a migliaia di migranti di trovare pace, sicurezza e lavoro in Italia. Si vuole ad abolire un diritto sancito dalla nostra costituzione, portando ad un drastico aumento dei soggetti irregolari presenti sui territori con conseguenze difficilmente prevedibili.

Allo stesso tempo, si punta a cancellare di fatto lo Sprar, strumento unico in Europa che oggi è capace di inserire le persone nella società sin dal loro arrivo, e che verrà snaturato in mero sistema di accoglienza per i soli rifugiati già riconosciuti con il massimo livello di protezione. I richiedenti asilo invece troveranno a vivere in “parcheggi” come i Centri di Accoglienza Straordinaria, in cui godranno di una mera assistenza materiale ai minimi termini, senza gettare le basi per un reale inserimento nei servizi pubblici e nel tessuto sociale. Una vera e propria fabbrica del disordine che non solo non risolverà alcun problema ma, anzi, creerà maggiore marginalità sociale, aumentando l’irregolarità e portando a contraccolpi di conflittualità nelle nostre comunità.

Siamo pronti a opporci con risolutezza e con ogni mezzo a queste proposte demagogiche e pericolose, non per motivi ideologici, ma per senso di civiltà e di rispetto della vita umana. Per contrastare questo assurdo accanimento, serve una mobilitazione non solo degli enti di tutela come Ciac ma di tutti quelli che hanno a cuore il futuro della nostra società a partire da enti locali, associazioni, organizzazioni e mondo del volontariato, sino ai semplici cittadini. Saremo in prima linea per condurre una battaglia contro chi mira soltanto ad ottenere consenso elettorale, senza rendersi conto delle ripercussioni sociali e dei rischi di chi, in fuga da guerre e condizioni di vita spesso disumane, arriva in Italia per cercare protezione e sicurezza.

PER APPROFONDIRE:

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