Come Ciac vogliamo esprimere solidarietà e vicinanza ai colleghi e agli accolti dello Sprar di Caserta e all’associazione Centro Sociale Ex Canapificio che, senza aver commesso alcuna irregolarità, si trovano a fronteggiare un immotivato blocco dei finanziamenti da parte del ministero dell’Interno.

Conosciamo da tempo l’impegno, la dedizione e la cura che i colleghi e le colleghe di Caserta mettono ogni giorno nei servizi per la cittadinanza, dedicato sia a italiani che stranieri, in un territorio certamente complesso, ma che si è arricchito grazie al lavoro culturale e allo spirito di comunità che gli animatori di questo progetto hanno saputo creare, insieme ad una rete di enti importante, tra cui anche la Caritas locale.

Da colleghi ci teniamo a sottolineare come i cittadini migranti provenienti dai servizi di tutela e accoglienza dell’ex Canapificio, arrivati nel nostro territorio, si sono sempre distinti per orientamento, consapevolezza, discernimento. Questo a riprova di un lavoro profondo, condiviso e di una impostazione che sa valorizzare la soggettività di ognuno/a.

In un momento storico in cui i servizi vengono gestiti direttamente dal Ministero dell’Interno e da enti pubblici che si accodano a politiche sempre più restrittive e discriminatorie, con l’obiettivo di spingere all’allontanamento diretto e indiretto delle persone verso le mille frontiere interne a questo paese, il lavoro dei colleghi di Caserta è stato ed è tutt’ora fonte di ispirazione e motivazione. Forse il loro lavoro viene oggi osteggiato e colpito proprio perché ottiene risultati importanti e ricorda a tutti la direzione in cui lavorare per costruire una accoglienza e una integrazione che funziona.

Ciac contribuirà all’appello solidale che l’associazione ex Canapificio ha lanciato per continuare a portare avanti il loro percorso di integrazione. Condividiamo e sosteniamo con stima e convinzione la resistenza dei colleghi e faremo il possibile perché questo progetto, così importante, non venga bloccato da scelte incomprensibili e immotivate.


Per donazioni e/o prestiti: IBAN Banca Fideuram intestato a: “Comitato per il centro sociale” IT84L0329601601000064298827.

Nella causale scrivere: “prestito per l’ex canapificio e per il progetto Sprar Caserta” oppure “donazione per l’ex canapificio e per progetto Sprar Caserta”.


Pubblichiamo il comunicato con cui i colleghi dell’ex Canapificio spiegano la situazione che stanno vivendo e le sue motivazioni.


Il Centro Sociale Ex Canapificio è stato messo sotto sequestro lo scorso 12 marzo per motivi strutturali, lasciando gli operatori, gli attivisti, le famiglie, i migranti e i volontari dell’associazione senza uno spazio adeguato dove poter svolgere le attività di tutela dei diritti e del territorio, che dal 1999 caratterizzano quello spazio sociale oggi chiuso, di proprietà della Regione Campania. La risposta al sequestro è stata una straordinaria mobilitazione che il 16 marzo che coinvolte 5.000 persone per chiedere la messa in sicurezza, il dissequestro e la riapertura del Centro Sociale. 

Dal 12 marzo, svolgiamo le nostre attività in strada, in presidio permanente in Piazza Vanvitelli, e presso gli spazi di tanti gruppi che generosamente hanno messo a disposizione in via temporanea. A circa 100 giorni dal sequestro, non è ancora stato individuato dalle Istituzioni uno spazio unico provvisorio, con grande disagio per la rete associativa e per le circa 500 persone che settimanalmente partecipano alle nostre attività: sportello per il permesso di soggiorno, per l’emersione dallo sfruttamento lavorativo, per il sostegno al reddito; tutela degli spazi verdi, attività per bambini, Piedibus; laboratori artistici e musicali; scuola di italiano e informatica. 

E’ stato individuato un iter istituzionale per la messa in sicurezza e la riapertura del Canapificio, ma restiamo ancora in attesa di atti concreti che rendano operativo questo iter. La situazione è stata aggravata dal blocco dei fondi immotivato,  da parte del Ministero degli Interni,  verso il Progetto di accoglienza Sprar del Comune di Caserta, di cui il Centro Sociale Ex Canapificio è Ente Gestore insieme ad un’ampia rete cittadina – Casa Rut, Caritas Diocesana, Comitato Città Viva, Dip. Scienze Politiche Università Vanvitelli, tra gli altri. Lo Sprar di Caserta è una realtà virtuosa riconosciuta in Italia e in Europa, dal 2007, come “lo Sprar che aiuta gli italiani” grazie all’impatto positivo che l’accoglienza diffusa di 200 rifugiati e richiedenti asilo, tra uomini, donne e bambini, ha sul territorio.

Il blocco illegittimo dei fondi ha messo in ginocchio centinaia di persone: i migranti in accoglienza, gli operatori, gli attivisti, i fornitori del progetto, i proprietari delle 24 case dell’accoglienza, le associazioni della rete. 
La macchina della solidarietà si è subito messa in moto, attraverso gruppi, Zona Scout Agesci, chiese, scuole e tanti singoli cittadini che, tramite donazioni, prestiti, raccolta di cibo e beni di prima necessità, stanno testimoniando la forte volontà cittadina di non interrompere il Progetto Sprar, che è tra le buone prassi di un territorio già vessato per tanti aspetti. 

Si è perso un punto di riferimento importante per la città ma il centro sociale non è solo uno spazio, il centro sociale siamo tutti noi.  
Il Concerto del 19 giugno sarà per tutte queste motivazioni un evento molto importante per noi e per la realtà casertana, poiché sarà una grande iniziativa a sostegno della rete di accoglienza che da anni rende Caserta modello nazionale di inclusione e intercultura.

Mail:  contatti@csaexcanapificio.it
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Contatti: +39 3896576810; +39 3661403238