Imposta l’estromissione dal sistema d’accoglienza dei titolari di protezione umanitaria

Quest’oggi il Servizio Centrale Sipromi ha inviato una circolare agli enti locali titolari dei progetti Sprar in scadenza al 31/12 (MA prorogati al 30/06/2020) per “sollecitare” l’uscita dal sistema di accoglienza entro il 31 dicembre 2019 deI titolari di protezione umanitaria IN ACCOGLIENZA.

Non possiamo e non vogliamo accettare questa ingiustizia che interrompe percorsi di vita, cura, studio, lavoro, relazione. Per i titolari di protezione umanitaria che sono ancora in accoglienza, se sono ancora in accoglienza, deve valere il principio per cui un atto amministrativo non può interrompere un percorso di vita.

Infatti per i TITOLARI DI PROTEZIONE UMANITARIA, tra cui donne, bambini, nuclei familiari, possibili vittime di tratta, persone con disagio mentale non è prevista nessuna altra possibilità di accoglienza. Uscendo dello sprar, per una norma palesemente ingiusta e insensata, Escono in strada, in pieno inverno, interrompendo tutela, cura, lavoro, formazione appunto.

Solo in Emilia Romagna sono circa 300 persone. Nella sola provincia di Parma più di 20, tra cui 5 nuclei mamma-bambino.

Noi, il CIAC, ente di tutela che ha visto nascere l’accoglienza integrata e diffusa, che da 20 anni accoglie persone per i loro diritti e per i loro bisogni, non applicheremo questa direttiva nelle nostre case, sulle persone con le quali abbiamo un patto di tutela e un dovere professionale e morale di accoglienza.

Con loro, quale che sia il permesso di soggiorno, abbiamo contratto un patto che ci vincola – esattamente come lo chiediamo a loro – al rispetto del LORO PROGETTO INDIVIDUALE DI ACCOGLIENZA. Che questo potesse essere interrotto dall’interpretazione – ribadiamo una interpretazione – di un comma, di un articolo, di una legge palesemente volta a colpire le tutele dei rifugiati non era nelle regole iniziali. E noi i patti li rispettiamo, come dagli accolti ne esigiamo il rispetto.

Ma non ci sono solo ragioni etiche, professionali e morali:

– i progetti Sprar/siproimi attivi sono prorogati CON DECRETO DEL MINISTRO DELL’INTERNO DEL 13/12/19 sino al giugno 2019 e quanto dice la circolare, giuridicamente è quanto meno opinabile: i progetti non possono dirsi cessati al 31/12/19.

– la circolare di oggi, non considera che è appurata la non retroattività della legge 132/18.

Per tutte queste ragioni, profondamente stupiti che l’ufficio che governa il sistema DI PROTEZIONE assecondi una interpretazione che nega i principi stessi sui quali l’accoglienza integrata e diffusa si regge (individualizzazione dei percorsi, emancipazione dall’accoglienza, patto di accoglienza), affermiamo con grande convinzione che, solleciti o non solleciti, a fronte di una crescente marginalità sui territori, a fronte di tanti posti vuoti nel sistema che per quella stessa legge che il Servizio Centrale Siproimi cita e che non possono dare sollievo, accoglienza e integrazione a chi – IN TUTTA ITALIA ne avrebbe bisogno,

Noi prendiamo ancora una volta posizione e diciamo forte e chiaro che

NON ESCE NESSUNO!!!

come già nella nostra campagna “diritti non privilegi”, ricordiamo con Brecht che: “quando l’ingiustizia diventa legge, la resistenza diventa un dovere” e invitiamo Comuni e Enti Attuatori a manifestare la loro contrarietà a questa misura.

PARMA, 19 DICEMBRE 2019