In questa pagina raccogliamo articoli che arrivano da giornali, associazioni, reti, proposte, social media o altre fonti che ci paiono interessanti e che vogliamo diffondere anche per avviare una discussione comune.

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18 anni dopo il Decreto sicurezza: “Si vanifica la nostra integrazione”

VIDEO DI REPUBBLICA 17 MAGGIO 2019 – In Sicilia sono accolti 4.758 minori non accompagnati, il 42 per cento di tutti quelli presenti in Italia. Si stima che più di duemila di loro compiranno 18 anni all’inizio del 2019. Con l’entrata in vigore del decreto Sicurezza la loro situazione si complica: al compimento della maggiore età perderanno il diritto all’accoglienza e verranno messi per strada, come conseguenza dell’esclusione per i richiedenti asilo e i titolari di permesso di soggiorno per motivi umanitari dalla possibilità di essere inseriti nel sistema di seconda accoglienza Sprar. Per effetto del decreto, inoltre, è venuta meno la prassi secondo cui i titolari di protezione umanitaria potevano essere accolti nei centri di prima accoglienza o di accoglienza emergenziale (Cara e Cas).


Il teorema Zuccaro sulle ong è fallito

Annalisa Camilli, Internazionale,15 maggio 2019 – Il giudice per le indagini preliminari (gip) di Catania, Nunzio Sarpietro, ha accolto la richiesta di archiviazione della procura di Catania per l’inchiesta a carico del comandante della nave umanitaria Open Arms Marc Reig e della capomissione Anabel Montes Mier, accusati di associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina in seguito al salvataggio di più di duecento persone, il 15 marzo 2018, al largo della Libia. Durante l’operazione la nave umanitaria si era trovata a dover affrontare momenti di tensione con una motovedetta libica, che rivendicava il coordinamento delle operazioni.


Se la solidarietà diventa energia abusiva. Il dito, la luna e il contatore

AVVENIRE 16 MAGGIO 2019 – «Quando il saggio indica la luna, lo stolto guarda il dito». Forse è il proverbio orientale più conosciuto e amato in occidente. Ma non sempre, e non da tutti, davvero compreso. Oggi potremmo riscriverlo così: «Quando il dito del cardinale riavvia il contatore della luce, lo stolto guarda il dito». E in effetti è difficile resistere alla tentazione di guardare a chi agisce piuttosto che al perché e per chi. Perché mai un uomo di Dio, un sacerdote che fa il mestiere antico e generoso di «elemosiniere del Papa», diventa elettricista e ridà luce a un intero stabile? E come mai un uomo di carità, cioè un prete e un liturgista oggi cardinale, don Corrado Krajewski, che passa la vita a servire Dio e a sostenere e aiutare altri esseri umani a uscire da uno stato di difficoltà e di bisogno, si ritrova a calarsi in un pozzetto per ricollegare fili interrotti da quasi una settimana e “riaccendere” un edificio dove vivono circa 400 persone, tra loro cento bambini e una trentina anziani, alcuni bisognosi di elettricità per cure mediche quotidiane? Persone, sia chiaro, che nessun prete, vescovo o cardinale ha proclamato “santi”. Se vorranno esserlo, sarà una loro scelta.


Trenord, il capotreno contro i razzisti: “Controllo i biglietti non i passaporti”

REPUBBLICA 15 MAGGIO 2019 – Marco Crudo, capotreno 36enne che lavora sui treni in Lombardia da 15 anni, ha postato sulla sua pagina Facebook un video di denuncia contro i razzisti che incontra tutti i giorni: una situazione che non può più tollerare. “Ogni volta che mi capita di multare un italiano senza il biglietto, si alzano avvocati difensori dicendo sempre la stessa cosa: ma gli extracomunitari li fate viaggiare gratis”, racconta Marco nel suo sfogo. “Sono gli stessi che invece, quando faccio la multa da 50 euro a una persona che non parla italiano e non ha la pelle bianca, si alzano e mi stringono la mano”, aggiunge il capotreno. La video denuncia sta facendo il giro sui social e sui siti di informazione, fra pareri degli utenti contrari e a favore. Il video si conclude con un appello: “Basta al razzismo”.


La Corte Ue: “I rifugiati non possono essere rimandati nei Paesi d’origine se rischiano la vita”

LA STAMPA 14 MAGGIO 2019 – Un cittadino di uno Stato extra-Ue o apolide non può essere rimandato in un paese dove la sua vita o la sua libertà possano essere minacciate. Lo ha stabilito la Corte di Giustizia dell’Unione Europea, che ha fissato una serie di paletti per la revoca o il rifiuto del riconoscimento dello status di rifugiato per motivi collegati alla protezione della sicurezza o della comunità di uno Stato membro previsti da una direttiva del 2011.


Il relitto del Canale di Sicilia su cui morirono 1.000 rifugiati alla Biennale di Venezia – Le foto

OPEN 14 MAGGIO 2019 – Il barcone che naufragò nel Canale di Sicilia il 18 aprile 2015 causando la morte di circa millecento rifugiati sarà esposto alla Biennale di Venezia. L’opera di Christoph Büchel sarà visibile alla 58esima edizione della fiera d’arte contemporanea, intitolata May You Live In Interesting Times (Possa tu vivere tempi interessanti), dal oggi al 24 novembre.

Barca nostra è un cavallo di Troia all’inverso, in cui il carico umano è stato immolato nella battaglia politica contemporanea. È la metafora della crisi migratoria e di quello che l’autore definisce come il «naufragio culturale» di cui facciamo tutti parte. Nell’idea dell’artista, la reliquia di quella tragedia umana è un monumento alla migrazione contemporanea che «evoca frontiere visibili e invisibili, e tratta il tema della negazione della libertà di movimento».


Decreto sicurezza bis: maxi multe a chi soccorre i profughi e il Viminale limita i poteri di Toninelli

LA STAMPA 12 MAGGIO 2019 – Sette mesi dopo il primo decreto sicurezza, che aveva limitato le possibilità di accoglienza degli immigrati e rafforzato i poteri di sindaci, prefetti e questori in materia di ordine pubblico, il decreto bis con i suoi 12 articoli chiude quel cerchio, con una ulteriore stretta securitaria e innescando una nuova polemica con gli alleati del Movimento 5 Stelle che non lascia immaginare un passaggio agevole del testo in Consiglio dei ministri.


Marina soccorre 30 migranti largo della Libia. Salvini: “Non do porti”

TPI 9 MAGGIO – Nella mattina del 9 maggio una nave della Marina militare ha soccorso circa 30 migranti al largo delle coste della Libia. La notizia è stata data da Ansa, che cita fonti qualificate.

Poco dopo è arrivato il commento del ministro dell’Interno Matteo Salvini: “C’è una nave della Marina militare che in acque libiche ha raccolto 40 immigrati, io porti non ne do”.


Dallo yacht di Briatore alla Mare Jonio, il primo ufficiale Davide: “La responsabilità è poter salvare qualcuno”

REPUBBLICA.IT 8 MAGGIO – “Prendevo il doppio di stipendio, ma sentivo un vuoto dentro”. Per questo Davide Dinicola – 30 anni messinese – ha accettato di diventare il primo ufficiale della Mare Jonio, la nave della rete Mediterranea che monitora il Canale di Sicilia. “Una volta ho salvato una persona che era caduta a mare, ho capito molto”, aggiunge il marinaio che mostra il suo sorriso: “Non siamo mica pirati”.


«No al razzismo». Brescia chiede diritti per tutti

IL MANIFESTO 6 MAGGIO 2019 – Oltre 5 mila persone hanno manifestato per le vie del centro di Brescia dietro ad un grosso striscione giallo con la scritta «no al razzismo, no alla legge Salvini. Lottiamo assieme per casa, reddito, diritti, dignità, documenti». Migranti, italiani, studenti e studentesse così come lavoratori e lavoratrici si sono uniti per le vie della seconda città lombarda. Una delle città dove la percentuale di cittadini di origine migrante è tra le più alte d’Italia, dove ci sono 135 diverse comunità migranti, dove circa 36 mila residenti in città e 200 mila nella provincia sono di origine straniera, città che in questi 20 anni spesso ha mostrato la sua opposizione, dura e degna ai sempre peggiorativi cambi di legislazione in materia migratoria.


CIAC – Perché è importante la sentenza sull’iscrizione anagrafica

Il Tribunale di Bologna ha dato ragione al ricorso due richiedenti asilo a cui il Comune di Bologna aveva negato l’iscrizione anagrafica in base al decreto Salvini.

Si tratta di una sentenza importante perché smonta l’articolo 13 della decreto legge 113 del 2018 secondo il quale il permesso per richiesta asilo non costituisse titolo per l’iscrizione anagrafica. Con l’ordinanza del 2 maggio, infatti,  nell’imbarazzo evidente di dover dare un senso a delle modifiche legislative che un senso proprio non ce l’hanno, la magistratura ha stabilito che la modifica introdotta dalla legge “Immigrazione e sicurezza”, dove fa riferimento ai “titoli per l’iscrizione anagrafica”, non intende impedire l’iscrizione anagrafica dei richiedenti asilo.


Migranti. «Io, don Mattia. A bordo con chi salva le vite»

30 APRILE 2019 – Al momento del Padre Nostro, a braccia levate stando attenti a non perdere l’equilibrio, don Mattia s’è quasi commosso. Sulla Mare Jonio, per la celebrazione della domenica, c’erano tutti i ragazzi di Mediterranea. Stanno per riprendere il largo. E con loro stavolta c’è un prete.

Dopo sei mesi di missioni, testimonianze, i primi salvataggi, le denunce in tribunale, gli attacchi della politica, il sostegno da Comuni, associazioni, movimenti e anche parrocchie di tutta Italia, quelli di Mediterranea se lo dicevano ogni volta che «su quella nave manca qualcosa». Certo, nella sacca tengono la ‘Laudato Sì’ di Papa Francesco, lo stanzino per i pasti è tappezzato di immagini sacre. Però, «manca qualcosa», dicevano.


L’appello del Papa: «Corridoi umanitari dalla Libia»


29 APRILE 2019 – Il pensiero del Papa sui profughi in Libia: “Vi invito ad unirvi alla mia preghiera per i profughi che si trovano nei centri di detenzione in Libia, la cui situazione, già molto grave, è resa ancora più pericolosa dal conflitto in corso. Faccio appello perché specialmente le donne, i bambini e i malati possano essere al più presto evacuati attraverso corridoi umanitari”.


LO STATO CONTRO LA SOLIDARIETÀ: È GUERRA, MA PERDERANNO


27 APRILE 2019 – “La guerra alla solidarietà è guerra vera, si chiama aporofobia, ovvero il duro e concreto disprezzo del povero e di chi del povero si occupa senza avere i galloni del funzionario pubblico. Io lo chiamo il paradosso dello Stato asociale, perché è frutto della degenerazione non collaborativa dello Stato sociale, di quel Welfare che per essere sostenibile non può che essere collaborativo.
La solidarietà può essere umiliata e azzannata, ma non può essere smontata del tutto. Rinasce, ricomincia. Dite pure ogni male, provate a farlo se ne avete il potere, ma prima o poi (meglio prima che poi) la gente apre gli occhi e alza la testa. E il bene vince”.


IL 25 APRILE DI CIAC