Keyla ha 22 anni e un bimbo di 2 anni e mezzo nato a Parma dove la sua mamma, in fuga dalla Guinea e vittima di tratta, è arrivata con il pancione. Il piccolo va al nido, lei ha imparato l’italiano, ha preso la licenza media e ora frequenta un corso di operatore sociosanitario, tutte attività che però dovrà lasciare insieme all’appartamento gestito da Ciac, insieme alla rete Civiltà dell’accoglienza, dove vive per finire in un centro di accoglienza straordinario dove non potrà fare assolutamente nulla se non attendere l’esito della sua richiesta di asilo.

Inizia così l’articolo pubblicato oggi da Repubblica e firmato da Alessandra Ziniti che racconta le conseguenze dei famigerati decreti Sicurezza voluti dal Governo giallo-verde e non ancora modificati dal nuovo esecutivo. Nell’articolo si spiega bene quanto sta accadendo e vengono anche riportate le parole del direttore di Ciac, Michele Rossi. “Noi non lasceremo andare via nessuno, ci opporremo con ogni mezzo ad ogni trasferimento forzato. Un atto amministrativo non può interrompere percorsi di vita e di integrazione”.