• Non può negarlo alle straniere senza permesso lungo. Vittoria per le associazioni che contestavano la circolare che esclude il premio da 800 euro alle mamme straniere senza permesso di soggiorno di lungo periodo

    di RAFFAELE RICCIARDI

    Il bonus mamma, l’assegno alla nascita una tantum da 800 euro staccato dall’Inps, non può discriminare le donne straniere prive di un permesso di soggiorno di lungo periodo. Che sono attualmente escluse dalla assegnazione del premio, per come è stata determinata dall’Istituto stesso via circolare. E’ il Tribunale di Milano ad assegnare un punto alle associazioni che si battono per i diritti civili – ASGI, APN e Fondazione Piccini – che bissa a distanza di poche ore una simile vittoria al Tribunale di Bergamo.

    L’Asgi sintetizza la sentenza del Tribunale meneghino, secondo il quale la legge che ha istituito il bonus non conferiva all’Inps alcun potere di restringere il numero di beneficiari, escludendo le mamme straniere prive di permesso di soggiorno di lungo periodo. Al momento infatti costoro non possono presentare la domanda per gli 800 euro, problematica in passato segnalata dai sindacati e dalle stesse associazioni. Si tratta del premio previsto – senza operare distinzione di nazionalità, ritiene il tribunale – per tutte le mamme che si trovino in gravidanza (almeno al settimo mese) tra il 1 gennaio e il 31 dicembre 2017. L’Inps, via circolare, aveva escluso le straniere senza permesso di soggiorno di lungo periodo. Adottando, ha precisato l’Istituto, le indicazioni ministeriali a riguardo, che operavano la stessa distinzione per il Bonus bebè.

    [continua su Repubblica.it]

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