Governo italiano inumano e fuori legge

Molta partecipazione all’incontro svoltosi lunedì 18 giugno nella sala del Consiglio comunale di Parma per parlare della vicenda Aquarius e di altre navi di povera gente raccolta nelle acque del Mediterraneo e che il Governo italiano si rifiuta di considerare. Il dibattito, partendo dai disumani fatti degli ultimi giorni, ha poi toccato diversi aspetti di sui temi di immigrazione, integrazione e inclusione. 

Un confronto costruttivo e propositivo tra le numerose associazioni presenti. Molti i contributi, da esponenti politici locali ma soprattutto da associazioni che conoscono la questione. Sono intervenuti il sindaco Federico Pizzarotti, il presidente del Consiglio comunale Alessandro Tassi – Carboni e diversi consiglieri comunali. Ma hanno portato contributi anche la Cgil di Parma, la Cisl di Parma e Piacenza, la Uil Emilia, Ciac onlus Parma, Anpi provinciale Parma, Anppia Parma, Aicvas Parma, Libera Parma, la Caritas diocesana di Parma, l’Unione degli universitari di Parma, la Rete degli studenti medi di Parma, e la Cosulta dei popoli di Parma.

Il sindaco Pizzarotti ha ribadito idee già espresse la settimana scorsa: “Se tutti gli Stati decidessero come l’Italia di chiudere i porti, che facciamo: lasciamo morire di fame le persone a bordo? Sarebbe inaccettabile oltreché inumano. La necessità non ha legge perché è più forte di qualsiasi legge. La grande assente ancora una volta è l’Unione Europea, sfilacciata, debole e divisa, incapace di prendere una decisione collegiale, perché è chiaro che l’Italia non può e non deve essere l’unica a fronteggiare il fenomeno. Serve una risposta da Unione, parola che altrimenti avrebbe poco senso. Servirebbe un’Agenzia Europea in grado di salvare vite umane nelle acque internazionali, e collegialmente redistribuirle nei territori dell’Ue”.

Oltre che compiere un atto inumano – come espresso un po’ da tutti -, il Ciac ha ricordato come le scelte del Governo italiano siano una forma esplicita di respingimento indiscriminato di persone in cerca di asilo politico, soccorse dal mare: così facendo l’Italia viola tutti gli accordi sottoscritti in merito.

[fonte: parmaquotidiano.it]