Di seguito riportiamo alcuni articoli e prese di posizione sul codice di condotta emanato dal governo italiano e sulle conseguenze sui migranti che tentano di attraversare il Mediterraneo.

La Libia, le Ong, la politica del caos nel Mediterraneo

Articolo di Barbara Spinelli su Il Manifesto. “Il Parlamento italiano ha autorizzato l’invio di navi da guerra nelle acque territoriali libiche con il compito di sostenere la guardia costiera di Tripoli nel contrasto ai trafficanti di uomini e nel rimpatrio di migranti e richiedenti asilo in fuga dalla Libia. La risoluzione, affiancata al tentativo di ridurre le attività di ricerca e soccorso di una serie di Ong, è discutibile e solleva almeno sei interrogativi.”

[continua qui]

La decisione del Governo italiano di inviare navi militari in Libia è un atto di guerra contro i migranti

Comunicato stampa di Emergency. “Il codice di condotta per le ONG che operano nel Mediterraneo mette a rischio la vita di migliaia di persone e costituisce un attacco senza precedenti ai principi che ispirano il lavoro delle organizzazioni umanitarie.”

[continua qui]

Codice di Condotta: perché MSF non ha firmato

Presa di posizione di MSF. “Nel corso di queste ultime settimane MSF ha avuto una serie di scambi e discussioni aperte e costruttive con il Ministero dell’Interno sul Codice di Condotta. Durante questi incontri abbiamo espresso una serie di preoccupazioni sul documento, richiedendo chiarimenti su temi specifici e sollecitando sostanziali cambiamenti che ci avrebbero messo nelle condizioni di poterlo firmare. Riconosciamo che sono stati fatti sforzi significativi  per rispondere ad alcune delle osservazioni presentate da MSF e dalle altre organizzazioni, tuttavia dopo un’attenta valutazione della versione conclusiva del codice, permangono una serie di preoccupazioni e richieste lasciate inevase.”

[continua qui]

Le ong boicottano il codice di condotta voluto dal governo

Un approfondimento su Internazionale. Di Annalisa Camilli. “Save the children e Migrant offshore aid station (Moas) sono le uniche due organizzazioni non governative che per ora hanno firmato il codice di condotta articolato in tredici punti, scritto dal governo italiano per regolamentare il soccorso dei migranti nelle acque internazionali a nord della Libia.

Medici senza frontiere (Msf) e Jugend Rettet il 31 luglio hanno dichiarato che non sottoscriveranno il testo che prevede tra l’altro la presenza a bordo delle navi di agenti armati della polizia giudiziaria e il divieto di trasferire da una barca all’altra i migranti soccorsi in mare.”

[continua qui]