Il Tribunale di Bologna ha dato ragione al ricorso due richiedenti asilo a cui il Comune di Bologna aveva negato l’iscrizione anagrafica in base al decreto Salvini.

Si tratta di una sentenza importante perché smonta l’articolo 13 della decreto legge 113 del 2018 secondo il quale il permesso per richiesta asilo non costituisse titolo per l’iscrizione anagrafica. Con l’ordinanza del 2 maggio, infatti,  nell’imbarazzo evidente di dover dare un senso a delle modifiche legislative che un senso proprio non ce l’hanno, la magistratura ha stabilito che la modifica introdotta dalla legge “Immigrazione e sicurezza”, dove fa riferimento ai “titoli per l’iscrizione anagrafica”, non intende impedire l’iscrizione anagrafica dei richiedenti asilo. In caso contrario la legge avrebbe dovuto andare a modificare l’articolo sei del Testo Unico sull’immigrazione, ossia quella norma che prevede in generale per tutti gli stranieri regolarmente soggiornati il diritto all’iscrizione anagrafica a parità di condizioni con il cittadino italiano. La legge anagrafica, infatti, non fa alcun riferimento ai titoli per l’iscrizione, essendo l’unico “titolo” la dimora abituale unitamente alla regolarità nel soggiorno.

Nell’imbarazzo dunque di dover dare un senso a leggi confuse e scritte coi piedi, il Tribunale di Bologna ha dato l’unico senso possibile, ossia che la frase “il permesso di soggiorno per richiedenti asilo non costituisce titolo per l’iscrizione anagrafica” non vuol dire che i richiedenti asilo non hanno diritto alla residenza, ma può significare solo che adesso non può da solo costituire motivo per la concessione della residenza, e dunque completando con questo inciso l’opera demolizione della procedura speciale creata nel 2017 che facilitava l’iscrizione anagrafica dei richiedenti asilo; procedura adesso abolita dalle modifiche in commento.

Tale interpretazione, sempre secondo il tribunale di Bologna, è comunque l’unica compatibile con la costituzione, laddove l’iscrizione anagrafica è il presupposto per l’esercizio di diritti civili e politici individuati dalla costituzione che senza la certificazione anagrafica l’esercizio sarebbe reso più gravoso, creando un’ingiusta discriminazione. 


I documenti utili


La rassegna stampa

SERVIZIO RAI TRE – Guarda il servizio del Tg3 sul caso con le testimonianze dei due avvocati, che hanno seguito la causa dei richiedenti asilo.


APPROFONDIMENTO SU ILPOST.IT – I tribunali di Bologna e Firenze hanno dato ragione a tre migranti cui era stata negata la possibilità di iscriversi all’anagrafe, contraddicendo il “decreto sicurezza”


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SU REPUBBLICA LA REPLICA DI SALVINI – Il ministro: “Se i giudici vogliono far politica e aiutare gli immigrati si candidino con la sinistra”. L’Anm: “Così delegittima la magistratura”


IL VIDEO – Una “sentenza vergognosa”: il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha criticato aspramente la sentenza del Tribunale di Bologna che ha dato ragione a due richiedenti asilo a cui il Comune aveva negato l iscrizione anagrafica in base al decreto Salvini.